
Bhè, la notizia è di qualche giorno fa, ma sono arrivata seconda al Concorso letterario del Comitato biblioteca di Solesino.
Adesso vi scriverò il mio racconto breve.
VIAGGIO IMMAGINARIO IN UN VILLAGGIO PREISTORICO
Un giorno i miei compagni di classe, la maestra ed io siamo andati a visitare il Museo dei Grandi Fiumi a Rovigo.
Mentre stavamo per entrare nel grande edificio, abbiamo incontrato una signorina che, in realtà, era la nostra guida la quale ci portò, per prima cosa, ad osservare una capanna costruita con pali, paglia e fango.
L'interno di questa semplice abitazione conteneva una riproduzione della vita degli uomini preistorici. Mentre osservavo incuriosita quella scena, la mia immaginazione mi trasportò lontana nel tempo fino a ritrovarmi nel Neolitico.
Immaginai che anche i miei compagni si trovassero lì da me, ed insieme a quei manichini, che nel frattempo avevano preso vita, fossimo abitanti di quella capanna in un villaggio Neolitico. Anche noi, come gli uomini e le donne di quel tempo, dovevamo svolgere i lavori faticosi ma necessari per la vita.
Immaginavo i miei compagni maschi mentre spingevano un pesante aratro con la sola forza delle braccie; altri allevavano il bestiame oppure fabbricavano armi e strumenti da lavoro fondendo i metalli.
Noi bambine, invece, svolgevamo attività più facili e riservate alle donne. Qualcuna faceva la guardia al bestiame, altre lavoravano la pelle degli animali, tessevano la lana e lavoravano l'argilla. Era divertente lavorare quell'impasto: era morbido al tatto e si poteva dargli la forma desiderata. Costruivamo grossi vasi per contenere il grano, ciotole, scodelle per il cibo e persino delle piccole biglie per fare collane e altri monili.
Eravamo belle noi "donne" con quei gioielli. Finalmente non eravamo più solo occupate a cercare il cibo per sfamarci, ma avevamo voglia di renderci più carine prendendo anche un pò di quell'aria "scimmiesca".
Infatti, da quando era stata scoperta l'agricoltura e l'allevamento, e il cibo non scarseggiava più, ma ce n'era in abbondanza.
Ad un certo punto la voce lontana della maestra, che rivolgeva una domanda, interruppe il mio "viaggio" e mi riportò alla realtà. Mi ritrovai nella capanna degli uomini primitivi che in un momento prima, grazie alla mia immaginazione, si erano animati e , insieme, abbiamo vissuto un bellissimo momento della preistoria.
Fine del racconto!!!
Adesso vi scriverò il mio racconto breve.
VIAGGIO IMMAGINARIO IN UN VILLAGGIO PREISTORICO
Un giorno i miei compagni di classe, la maestra ed io siamo andati a visitare il Museo dei Grandi Fiumi a Rovigo.
Mentre stavamo per entrare nel grande edificio, abbiamo incontrato una signorina che, in realtà, era la nostra guida la quale ci portò, per prima cosa, ad osservare una capanna costruita con pali, paglia e fango.
L'interno di questa semplice abitazione conteneva una riproduzione della vita degli uomini preistorici. Mentre osservavo incuriosita quella scena, la mia immaginazione mi trasportò lontana nel tempo fino a ritrovarmi nel Neolitico.
Immaginai che anche i miei compagni si trovassero lì da me, ed insieme a quei manichini, che nel frattempo avevano preso vita, fossimo abitanti di quella capanna in un villaggio Neolitico. Anche noi, come gli uomini e le donne di quel tempo, dovevamo svolgere i lavori faticosi ma necessari per la vita.
Immaginavo i miei compagni maschi mentre spingevano un pesante aratro con la sola forza delle braccie; altri allevavano il bestiame oppure fabbricavano armi e strumenti da lavoro fondendo i metalli.
Noi bambine, invece, svolgevamo attività più facili e riservate alle donne. Qualcuna faceva la guardia al bestiame, altre lavoravano la pelle degli animali, tessevano la lana e lavoravano l'argilla. Era divertente lavorare quell'impasto: era morbido al tatto e si poteva dargli la forma desiderata. Costruivamo grossi vasi per contenere il grano, ciotole, scodelle per il cibo e persino delle piccole biglie per fare collane e altri monili.
Eravamo belle noi "donne" con quei gioielli. Finalmente non eravamo più solo occupate a cercare il cibo per sfamarci, ma avevamo voglia di renderci più carine prendendo anche un pò di quell'aria "scimmiesca".
Infatti, da quando era stata scoperta l'agricoltura e l'allevamento, e il cibo non scarseggiava più, ma ce n'era in abbondanza.
Ad un certo punto la voce lontana della maestra, che rivolgeva una domanda, interruppe il mio "viaggio" e mi riportò alla realtà. Mi ritrovai nella capanna degli uomini primitivi che in un momento prima, grazie alla mia immaginazione, si erano animati e , insieme, abbiamo vissuto un bellissimo momento della preistoria.
Fine del racconto!!!
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